Stabello
Stabello
L'etimologia del nome sembra risalire al Ruggieri da Stabel, ovvero “Piccola Stalla”, sebbene, in Iatino stabulum significhi in realtà "caseggiato". Le costruzioni, in parte ancora esistenti, ricordano, nei muri di pietra squadrata, castelli e fortilizi. Un docu¬mento del 1244 attesta che i Monaci di Astino vi avevano numerosi possedimenti e testimone di questo è l'omonima Piazza. Dal 1263 al 1484 Stabello è unito a Sedrina; con essa lotta nelle file dei ghibellini e nel 1393 verrà incendiato e devastato dai guelfi. Anche la Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Stefano, è unita a Sedrina e vi si staccherà solo nel 1484 unitamente al comune, divenendo parrocchia autonoma. La nuova chiesa viene innalzata nel 1422 ed in seguito ampliata e restaurata più volte. Nel 1939 viene consacrata dal Vescovo Bernareggi. La peste del 1630 causò la morte di 2/3 della popolazione di Stabello; la chiesa venne di conseguenza chiusa e le sue funzioni sospese. Anche i morti non furono più seppelliti nel suo cimitero, ma fuori dall’abitato, e precisamente sulla sponda del fiume dove ora c'è il cimitero e l'annessa Chiesa dei morti dedicata a S. Michele. L'oratorio fu restaurato in questi anni, il Carnelli dipinse a fresco sopra il coro la figura di S. Michele che vince il dragone. Un altro piccolo oratorio sussidiario si trova nella frazione Piazza Monaci. La chiesa fu poi aggregata alla vicaria di Zogno nel 1821, mentre nel 1928 il comune divenne frazione.